
Dietro agli angoli delle forme, dietro agli oggetti si nascondono energie abissali, profondità spaventose per chi abbia il coraggio di sondare la sua relazione con gli oggetti.
Noi ci illudiamo continuamente di vivere in un universo oggettivo e stabile, in un cosmo ripetitivo e per questo rassicurante.
Eppure è un illusione. L'universo è magia e la nostra presenza qui è un atto di mistero verso il quale dovremmo inginocchiarci e sacrificare tutti i nostri idoli e i nostri fantocci.
Gli oggetti non sono enti separati e scissi da noi, ma sono parte integrante dei nostri cosmi, del nostro esserci a sperimentare.
Non esistono l'oggetto e il soggetto come entità autonome, esiste solo la relazione e l'indissolubile intreccio esistenziale fra osservatore e osservato, fra coscienza e suo contenuto.
Possiamo conoscerci solo se c'è qualcosa da contemplare dentro o fuori da quell'interfaccia chiamato io cosciente.
Ma anche il dentro e fuori sono solo artificiali e convenzionali riferimenti spaziali per chi si accorge che le proprie identità sognanti possono abbattere i confini dello spazio e del tempo navigando internamente; per chi si accorge, come gli aborigeni, che nella dimensione del sogno è possibile conoscere altri tempi e altri luoghi fusi in una magma che dovrà essere decodificato e srotolato in sequenze lineari.
Così non c'è da stupirsi che, se la coscienza si espande e si accorge delle proprie profondità, anche gli oggetti inizino a colorarsi di psichismo e a diventare echi per qualcos'altro; frammenti di una totalità chiamata Dio.
Non ci dobbiamo sorprende se improvvisamente un evento, un fatto o un corpo inizino a sussurrare memorie, ricordi e associazioni che risalgono da luoghi senza nome eppure intimamente nostri.
Accorgersi significa aver cambiato improvvisamente il proprio stato interiore ed aprirsi all'inaspettato; vuol dire essere usciti almeno per alcuni attimi dall'ipnosi di massa in cui siamo immersi e che ci trattiene in fasulle convinzioni riguardo alle nostre vere identità e potenzialità; vuol dire colorare un mondo piatto e grigio di infiniti colori e prospettive;
vuol dire scoprire, un giorno, che ogni oggetto è un simbolo e quindi un mare in cui perdersi, che il Sole non è fisicamente solo luce e calore ma è irradiazione di Idee e Mondi se sapete come guardarlo, se sapete sentirlo con altri sensi che non rispondono ai condizionamenti della mente collettiva.
Così se sorprendete, come Alice nel paese delle Meraviglie, gli oggetti ad essere il riflesso e il travestimento di qualcosa di più grande e inafferrabile, potreste forse scoprire che avete appena toccato la superficie di voi stessi.
Ogni gesto, ogni parola, ogni pensiero, ogni sogno possono, per chi si accorge, improvvisamente diventare un richiamo, un indice puntato verso vertici di strutture geometriche stratificate in altre dimensioni e occultate alle nostre menti obnubilate e terrorizzate.
E man mano che ci accorgiamo tutto acquista un significato, anche il passato in cui non eravamo coscienti e in cui credevamo, immersi in una distorsione mentale collettiva, che la realtà fosse rigida e cristallizzata.
Ma la realtà non è rigida; è fluida e scorre con i nostri pensieri e desideri e scopi, in un tale groviglio intrecciato di complessità che è difficile riuscire a decodificarla e poter tracciare una mappa utile.
Se la comune realtà tridimensionale di consenso è lenta e ti permette acquisizioni di concetti con una certa tempistica alla quale siamo ormai abituati, purtroppo le stratificazioni multidimensionali vibrano molto più rapidamente ed è difficile fissarle in contenuti appropriati per la mente lineare.
Si deve allora potenziare la mente, renderla lucida, attenta e pronta ad eliminare qualsiasi pregiudizio.
Ci vuole una mente che non solo sappia socraticamente di non sapere nulla, ma anche che voglia esplorare territori sconosciuti rischiando di perdersi, rischiando di aprirsi a cose che non possono essere dette ne comunicate ma solo suggerite con un sorriso leonardesco.
A ogni livello aumenta non solo la complessità e la fluidità dei contenuti e degli oggetti presentati all'osservatore ma anche la velocità del loro apparire e scomparire e solo un'attenzione iperlucida permette di coglierne e trasdurne il significato per uno scopo mondano e pratico.
Questi piani infatti non sono scissi da quello tridimensionale a noi comunemente noto ma lo compenetrano e lo strutturano improntandolo.
E sul piano fisico possiamo vedere come si svelino in maniera creativa eppure rigidamente formale le molteplici e plurime possibilità dei piani superiori, possiamo osservare come si concretizzino e si incarnino alcuni aspetti dei simboli creatori con cui sono strutturate le nostre identità e le realtà che proiettiamo all'esterno.
Diventiamo consapevoli che qualcosa di più profondo ci impronta e ci muove, qualcosa che improvvisamente dona altri colori e un nuovo spessore a quanto percepiamo perchè è qualcosa che ci ha cambiati dal di dentro.



