"Certi racconti, che in genere si crede siano riservati ai bambini, sono in realtà dei racconti iniziatici, ma per poterli interpretare bisogna conoscere la scienza dei simboli. Il drago non è altro che la forza sessuale. Il castello è il corpo dell'uomo. In tale castello sospira la principessa, cioè l'anima che la forza sessuale mal dominata tiene prigioniera. Il cavaliere è l'ego, lo spirito dell'uomo e le armi di cui si serve per vincere il drago rappresentano i mezzi di cui lo spirito dispone: la volontà, la scienza per dominare la forza sessuale ed utilizzarla. Perciò, una volta dominato, il drago diventa il servitore dell’uomo, gli serve come mezzo per viaggiare nello spazio, perché il drago ha delle ali. Sebbene sia rappresentato con una coda di serpente - simbolo delle forze sotterranee - possiede anche delle ali. È chiaro, semplice: è l'eterno linguaggio dei simboli".(O.M.Aivanhov in "La Forza sessuale o il Drago Alato").
Alla fine le si avvicinò dopo che si era ripromesso che quello sarebbe stato il loro ultimo incontro. Ma le sue ultime parole lo avevano scosso e lui aveva riconosciuto quel dolcissimo flusso nel petto che conteneva quella parola che così terribilmente lo spaventava. Possibile che si stesse innamorando? Possibile che si stesse perdendo dentro quegli occhi neri e magnetici dimenticando quale fosse il suo scopo? Già, ma qual'era il suo scopo? Aveva veramente solo voluto aiutarla a ricordare o c'era qualcos'altro che non osava confessare a se stesso? In verità si erano già conosciuti, in un altro tempo, in un altro luogo. Era stata una bellissima scoperta anche per lui abituato a navigare nel tempo del sogno. O forse erano stati gli Dei, per un loro fine ignoto, a innestare in lui memorie e sensazioni dal sapore antico e perduto. Eppure adesso non ne era più così sicuro; tutto era diventato così improvvisamente confuso e incerto. Le emozioni degli ultimi giorni, l'assillante pensiero di lei, aveva offuscato la sua mente. Come un sasso gettato in uno stagno non riusciva più a riconoscere immagini nitide, a distinguere il vero dal falso e tutto appariva come indistinto in una notte di fuochi fatui.
Il flusso di quei pensieri sfumati, appena sfiorati, durò appena un attimo; si interruppe non appena si rese conto che lei gli aveva preso le mani. Stava piangendo e tremando. Lui potè solo sorriderle. Un improvviso nodo attorno alla gola tratteneva le parole dentro al petto dove una nuvola di struggente e di immotivata nostalgia prese ad espandersi. Incominciò a sentirsi a disagio e teso, le mani congelate e la fronte imperlata di piccole, ancora nascoste, goccioline di sudore. Il respirare si era fatto incerto, improvvisamente faticoso e stentato. Aria! Aveva bisogno di più aria, come se a ogni respiro cercasse di far evaporare quella sensazione che come una morsa stava diventando sempre più dolorosa. Iniziò ad ansimare. Una strana inquietudine, una pesatissima paura di perdita e di abbandono, che non avrebbe mai confessato a se stesso, aveva ormai avviluppato il suo cuore rendendolo insicuro e incerto.
Lei prese a seguire il ritmo del suo respiro mentre, triste in volto, continuava a guardarlo negli occhi. “Oddio! Perchè mi fa questo? Cos'è questo struggimento che mi lacera l'anima e che non riesco a contenere? Cos'è questo vento che sembra voler uscire dal mio petto per raggiungerla e ritornare poi veloce a me? E' quasi insopportabile!” esclamò impaurito dentro di sé anche se non era la prima volta che riconosceva quel violento e struggente sapore. “No! Devo rimanere calmo, devo osservare e rimanere presente”. Inutile. Quella strana e contraddittoria sensazione era ormai scesa anche nel suo ventre prendendone completo possesso e divampando come un fuoco che ormai gli avvolgeva tutte le viscere. Impossibile discuterci. Adesso sarebbe stato tutto più difficile, adesso avrebbe dovuto combattere contro se stesso. Quel fuoco aveva un suo autonomo pensiero e desideri avidi e voraci che ora divampavano tanto più violentemente quanto erano stati soppressi e covati sotto le ceneri. Erano draghi assetati di carne e passioni, oscuri signori delle tenebre che sibilavano all'unisono nella sua mente. “La vogliamo! Vogliamo essere dentro di lei! Vogliamo penetrarla sempre più in profondità. Finchè...Finchè non le saremo dentro l'Anima, finchè la faremo completamente nostra e non vedremo che attraverso i suoi occhi. Sei stato solo così a lungo, solo....così a lungo”
Nonostante stesse ormai tremando, il suo capo riuscì ancora a controllarsi ma scivolò, quasi involontariamente, delicatamente sulle sue labbra mentre un cappio invisibile gli serrava la gola e il mento rendendogli impossibile giustificare la palese contraddizione del suo ultimo gesto. Lei lo accolse senza obiezioni, rallentando per un attimo il ritmo del respiro. La sua mente si divise in mille frammenti, in un coro di voci cacofoniche e litiganti. Un lupo emerse sugli altri, affamato quanto a lungo trattenuto, esaltato dall'inebriante odore che saliva così intenso dall'insperata vicinanza della sua preda. Il suo fallo gonfio e arrossato bramava dolorosamente di accoppiarsi il prima possibile. Un'improvvisa sete ardente di concupiscenza, insaziabile e irrazionale, senza alcuna umanità pretendeva la fine di ogni controllo, l'abolizione di ogni tentativo di mantenere un'idea apparente di sé. Un totale e decisivo desiderio di morte e sacrificio da compiersi sul suo corpo, dentro il suo corpo di ninfa lo stava inebriando. Veloci lampi di immagini cominciarono a scorrere davanti all'occhio della mente mentre sentiva l'eccesso di saliva depositarsi sul fondo di una mandibola ormai atonica . I loro corpi, nudi, avvinghiati, avidi, affamati, disperati e ubriachi, in dolorosa estasi di fronte a una luna indifferente. Le loro menti completamente dimentiche dei loro doveri, delle loro scelte pregresse, desiderose solo di piacere e voluttà, di lasciarsi guidare dall'inevitabile gravità dei loro corpi verso lo scioglimento carnale di ogni tensione accumulata, di ogni forma o struttura che gli impedisse di fondersi completamente l'uno nell'altro. Era troppo. Cadde sopra di lei abbracciandola, con passione iniziò a nutrirsi avido dei suoi sapori di bosco e delle sue pelli di latte.
Aveva ormai deciso di lasciarsi completamente andare. Aveva ormai abdicato qualsiasi residua volontà a quelle forze sotterranee e caotiche che avevano preso possesso della sua mente. Quando, ironia della sorte, una grande risata celeste gli esplose nella mente: “Che sciocco! Inciampi sempre nello stesso punto. Lussuria e avidità da cui poi origina ogni caduta si intrecciano e avviluppano in te, rubandoti la purezza e l'amore. Quello vero, quello semplice, quello che porta alla serenità e all'equilibrio. Ma non è un danno. Sei solo sciocco, sciocco e incontinente! Hai prodotto la giusta tensione ma come sempre la stavi offrendo ai demoni e alle ombre che hai alimentato dentro di te nonostante tutta l'astinenza con cui hai vantato la forza del tuo carattere. Ma quando Amore, con la sua innocenza, si avvicina abbastanza da far scorgere il suo Volto, tu cadi nelle vecchie spire che non hai ancora compreso, nelle solite inquietudini che ti tormentano anche nelle tue notti solitarie. Poiché non hai capito, Amore è ritornato a te sotto antichi travestimenti chiedendoti di abbandonarti per un attimo fra le sue braccia. Fallo pure ma con dolcezza e quiete sempre vigile.
Non importa quanta fame e desiderio tu senta nel tuo ventre. Non importa quanta solitudine e nostalgia e disperazione tu senta nel tuo cuore. Non importa quanto desiderio di perderti e scioglierti ti investa e ottenebri l'Anima. Non importa quanto pensi sia giusto e saggio e vero secondo il mondo delle convenzioni umane. Non è questo il sentiero Sii delicato e attento. Non lasciarti travolgere dal calore delle fiamme, non lasciarti ingannare dal sole che vedi riflesso in mezzo al fuoco poiché è solo l'Ombra della Luce. Impara ad assaggiare con tutti i tuoi sensi amplificati, senza fretta ma con amore e vigile dolcezza, discriminando ogni sensazione. Non farti bruciare dal desiderio, contienilo ed espandilo secondo la volontà che non ha incertezze. Il sesso è l'anticamera della morte, da come lo sperimenterai così sarà il tuo destino al momento del trapasso. Li senti i demoni che sfrigolano nella tua carne mentre cercando di dominarti con il desiderio del nulla? Loro compito è distrarti dall'Essenza, dalla Consapevolezza dell'Eternità a cui sfuggi continuamente per paura di ricordare. Indirizza il loro fuoco su, come una colonna di luce attraverso le vertebre, e non verso il pene. Fallo arrivare al cuore dove potrai iniziare a sciogliere i ghiacci che gli errori del tempo vi hanno depositato e le catene di fumo che si sono cementate nelle vostre illusioni. Lei sarà il tuo specchio e tu il suo in cui potrete vedere reciprocamente emergere i lati sepolti e insanati di quanto avete fatto finta di non vedere di tutta la vostra Totalità. Sarete gioco di eroi,anime e draghi in cerca di quell'Oro che è sempre stato tutto attorno a voi.”
La luce si spense dentro la sua testa. Incominciò a ridere e ridere: aveva trovato il posto più pericoloso del mondo e la scala verso casa.
Padre Nostro, che sei dentro ai Cieli della nostra Fronte, sia benedetta la Tua Vibrazione Originaria, venga il Tuo Regno di Luce e Amore, sia fatta la Tua Volontà, perchè solo in lei troviamo la Pace. Dacci oggi l'energia fragrante con la quale ci innalzi a Te. Perdona la nostra mancanza di attenzione che vediamo rispecchiata anche nei nostri fratelli per insegnarci la compassione e la saggezza, e liberaci da tutto ciò che porta alla disarmonia e alla mancata comprensione delle tue Leggi di Verità e Bellezza.
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l’amore, niente mi giova. L’amore è paziente, è benigno l’amore; non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’amore non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e l’amore; ma di tutte più grande è l’amore"
È scritto infatti che Dio è luce, non la luce che vedono i nostri occhi, ma quella che vede il cuore, quando sente dire: è la Verità. (Sant'Agostino d'Ippona)
Nel tempo del sogno ho visto un uomo scendere dal Sole lungo un sentiero dorato. Tutto nero, lo circondava una corona iridiscente mentre come un'eclissi avanzava oscurando la luce immobile dell'estate. Si avvicinò lentamente come se avesse tutto il tempo eppure senza esitazioni né incertezze era il suo passo. Giuntomi appresso vidi che aveva il volto fiero di un uomo e lo sguardo dolce di una donna. Mi sorrise e con occhi d'amore cominciò il suo canto d'arcobaleno. Il suo canto non aveva parole, il suo canto erano irraggiamenti che salivano dal suo petto di fuoco per uscire dalle nere profondità delle sue pupille come bagliori in mezzo al buio. Con questa luce mi parlava, con l'amore mi scioglieva e mi cullava dentro notturne correnti marine. Mi disse che era il futuro, il futuro che era sempre stato presente dentro al cuore dell'uomo. Era il bocciolo nascosto nella notte, lavato dalle lacrime della rugiada e sbocciato al sorgere del sole. Era la stella del mattino e della sera. Era il Genio Solare che accoglie in sè l'abissale e oscura Totalità dalla quale era stato partorito. Era il Vuoto che si muove nel mondo, vuoto di qualsiasi energia che non fosse Amore e Giustizia. Era una Mente disciplinata, tagliente come ossidiana al servizio dei sogni dello Spirito, una Mente così vuota di sé che come una galleria perfetta di specchi rifletteva senza distorsioni la luce del Creatore diffondendola con spietata determinazione ovunque fosse stato dettato dalla Necessità. Era un'Antenna Cosmica e il suo Corpo il ripetitore da cui emanavano e riverberavano delicatissime le onde d'amore di Dio. Era così incorruttibile e puro che le ombre si scioglievano al suo passaggio pur affollandosi intorno avide della sua Luce Era così Vuoto, così privo di volontà umana e così pieno di Verità indicibile che quando toccai tremante la sua pelle d'ebano il mio intero corpo e il tempo stesso si congelarono ed il mio piccolo io partecipò per un poco della sua stessa Natura. Neanche il tempo per avere paura e mi rapì trasformandomi in un'Arca di Diamante. Un arca dalle infinite facce, che poteva viaggiare ovunque senza muoversi espandendosi istantaneamente attraverso le reti di informazioni e strutture dell'universo. Vibravo con la velocità e l'atemporalità della Luce ed il mio corpo era infinito quanto il sognare. Ridevo nella perfezione e nella meraviglia della Cosa Una cavalcando i cieli del mio spirito dove ogni fantasia era verità e creazione, dove ogni gesto era musica e luce, dove ogni atomo era una stella e un infinito che custodivano universi dentro universi. Come potrebbero le parole trattenere e riproporre quello che sono stato in quell'attimo se adesso sono così piccino e le orecchie di questo mondo così addormentate? Infine, questo lo ricordo bene, venni portato nella Piramide del Sole dove le sempreverdi parole che tutto contengono sono scritte a grandi lettere nel granito eppure dalla moltitudini vengono ignorate.
Tutto è Perfetto, Tutto è Eterno, Tutto Vive, Tutto cambia pur rimanendo se stesso,Tutto è Amore. Pertanto la Morte non esiste ed è soltanto trasformazione e cambiamento di stato. Sentire altrimenti vuol dire essersi scollegati dal Flusso Incessabile della Verità ed essersi persi in un labirinto di ombre, vuol dire aver deciso di isolarsi e di negare la Totalità che noi Tutti siamo. Il dono della scelta è stato ormai conosciuto e il frutto del Bene e del Male assaggiato nella sua interezza. A te, viaggiatore, decidere se nasconderti e negarti o partecipare all'Eternità dell'Albero della Vita, lasciando che la sua Linfa d'Amore ti pervada rendendoti perfetto e immortale.
All'improvviso venni risucchiato nel mio corpo e mi trovai inginocchiato e ansimante di fronte all'Uomo venuto dal Sole che mi guardava con occhi cangianti. Mi accolse con la dolcezza di un cerbiatto ma come mi ebbe sollevato il fuoco riprese a divampare dal suo sguardo. Allora sempre senza parole mi congedò dicendomi di osservare con attenzione come avrebbe dilagato per le strade della sua Amata affinchè io e i miei fratelli potessimo imitarlo. Si incamminò, e ogni suo passo era un bacio e una carezza offerte al cuore della Terra, ogni suo respiro un'offerta e una promessa d'amore al Cielo, ogni suo movimento una danza di trasformazione e di purificazione, ogni sua parola un balsamo per le anime intrappolate, ogni suo sguardo le parole: “Io sono Te, siamo sempre stati insieme dall'inizio dei Tempi”. Quando sarebbe giunto quel momento gli animali sarebbero accorsi e avrebbero vibrato della sua vibrazione donandogli i loro doni, le piante lo avrebbero nutrito rivelandogli i segreti della Terra, le genti del mondo lo avrebbero abbracciato trovandolo nei loro cuori. Così un'onda di luce avrebbe riverberato sulla Terra dissolvendo le ombre e trasformandola nel giardino viaggiante che era sempre stato inteso essere fin dagli inizi del tempo. E l'uomo sarebbe diventato finalmente adulto ricordando il compito affidatogli dal Padre Suo, di servirlo nelle vigne della Madre che con amore infinito lo aveva custodito e generato. Il tempo del Figlio sarebbe dunque giunto.
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